Il GIS come piattaforma strategica: tecnologia, partnership e nuove competenze alla vigilia della Conferenza Esri Italia 2026

Alla vigilia della Conferenza Esri Italia 2026, il mondo del GIS si conferma sempre più centrale nei processi decisionali e operativi delle organizzazioni. Ne parliamo con Massimiliano Mazzer, Responsabile Partnership e Alleanze Strategiche di Esri Italia, e con Simone Colla, CEO di NexaTree, per capire dove sta andando il geospatial e quale ruolo avranno tecnologia, partner e nuove competenze.

Massimiliano, negli ultimi anni il GIS sta diventando sempre più una piattaforma operativa e non solo cartografica. Quali sono le principali evoluzioni tecnologiche che stanno guidando questa trasformazione?

Mazzer (Esri): Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambio di paradigma molto chiaro: il GIS non è più solo uno strumento di rappresentazione, ma una piattaforma di integrazione e orchestrazione dei dati.

Le evoluzioni tecnologiche chiave sono almeno tre. La prima è la natura enterprise del GIS, che oggi si integra nativamente con ERP, sistemi IoT, sensori, dati satellitari e piattaforme di business intelligence. Il secondo fattore è il cloud, che ha reso il geospatial più scalabile, accessibile e collaborativo, abbattendo molte barriere infrastrutturali. Infine, l’evoluzione delle API e dei servizi ha permesso di portare il valore dell’informazione geografica direttamente nei flussi operativi quotidiani, anche a utenti non specialisti.

Oggi il GIS è un abilitatore di processi: dalla pianificazione strategica alla gestione delle emergenze, dalla manutenzione predittiva alla sostenibilità ambientale. È questo che ne sta accelerando l’adozione in settori sempre più diversi.

Le priorità tecnologiche di Esri ruotano attorno a un concetto chiave: trasformare i dati geografici in conoscenza azionabile, in tempo reale.

Massimiliano Mazzer

E per voi, in NexaTree questa evoluzione del GIS che tipo di trasformazione sta generando nelle aziende con cui lavorate?

Colla (NexaTree): Dal punto di vista di chi lavora sul campo, l’evoluzione più importante è la convergenza tra il dato geografico e tutti gli altri strati informativi dell’organizzazione. Fino a pochi anni fa il GIS era spesso visto come un software che si occupava di task specifici e non integrati all’interno di processi businee crtitical: oggi invece è una piattaforma che dialoga in tempo reale con sistemi ERP, flussi IoT e modelli di intelligenza artificiale. La svolta vera, però, è culturale oltre che tecnologica: i decision maker hanno capito che il dato spaziale non è un accessorio, è una chiave di lettura fondamentale della realtà operativa, oltre che uno strumento per prendere decisioni e agire. E quando questa consapevolezza incontra strumenti maturi come la piattaforma ESRI, i risultati si misurano in termini di processi realmente trasformati.

Quanto al valore generato, dipende molto dal settore, ma se devo indicare una costante, il ritorno più immediato e misurabile si manifesta nell’efficienza operativa: tempi di intervento ridotti, risorse allocate meglio attraverso l’adozione di piattaforme GIS-Centriche di Field Management e Asset Management, processi che prima erano manuali e frammentati che diventano fluidi e georiferiti: tutto questo porta ad un reale e misurabile ritorno dell’investimento per i clienti

Il valore più strategico, però, è nell’ottimizzazione della capacità decisionale: quando i dati geografici sono parte integrante delle decisioni strategiche, cambia il modo in cui si pianifica, si anticipa, si risponde. Gestione del rischio e sostenibilità sono oggi le due direttrici di crescita più forti, soprattutto nelle utility, nelle infrastrutture critiche e nella pubblica amministrazione.

Quando i dati geografici sono parte integrante delle decisioni strategiche, cambia il modo in cui si pianifica, si anticipa, si risponde. Gestione del rischio e sostenibilità sono oggi le due direttrici di crescita più forti.

Simone Colla

E quindi, Simone, nella vostra esperienza in NexaTree, come cambia il modello operativo di un’organizzazione quando il dato geografico diventa infrastruttura strategica

Colla (NexaTree): Cambia il modo in cui le persone collaborano e il modo in cui vengono prese le decisioni. Quando il GIS smette di essere uno strumento tecnico ad uso esclusivo degli specialisti e diventa una piattaforma condivisa — accessibile al tecnico sul campo, al manager, al C-level — si innesca un cambiamento organizzativo profondo. Le informazioni smettono di circolare con processi frammentati  e transitando all’interno di un ambiente unificato e quindi processo di condivisione comune. Questo riduce i silos, accelera i tempi di risposta e migliora la qualità delle analisi. NexaTree lavora proprio su questa transizione. Non ci limitiamo a implementare software: accompagniamo le organizzazioni nel ripensare processi, decisioni e operatività attorno al valore del dato geografico.

 

Massimiliano, guardando ai prossimi anni: quali saranno le priorità tecnologiche di Esri? Che ruolo avranno automazione, GeoAI e digital twin nell’evoluzione delle soluzioni geospatial?

Mazzer (Esri): Le priorità tecnologiche di Esri ruotano attorno a un concetto chiave: trasformare i dati geografici in conoscenza azionabile, in tempo reale.

L’automazione sarà sempre più centrale per semplificare workflow complessi e ridurre il carico operativo, soprattutto in contesti mission-critical. La GeoAI rappresenta un’evoluzione naturale: non solo analisi avanzata, ma capacità di anticipare eventi, riconoscere pattern spaziali e supportare decisioni predittive.

I digital twin geografici sono un altro elemento fondamentale: parliamo di modelli dinamici del mondo reale, capaci di integrare spazio, tempo e comportamento. Non sono solo una rappresentazione, ma un vero strumento di simulazione e scenario planning, applicabile a città, infrastrutture, reti energetiche o ambienti naturali complessi.

L’obiettivo è rendere il geospatial sempre più intelligente, proattivo e integrato nei processi decisionali.

 

Ormai le organizzazioni lavorano su ecosistemi dati complessi. Dal punto di vista di NexaTree, come si integra la piattaforma Esri con AI, IoT e sistemi decisionali per supportare processi operativi e strategici?

Colla (NexaTree): Questa è esattamente la sfida che affrontiamo ogni giorno. La piattaforma Esri offre un’architettura molto aperta e il nostro ruolo è costruire i ponti verso gli ecosistemi informativi del cliente: sistemi gestionali, sensori distribuiti, piattaforme di analytics, motori AI. 

L’integrazione non è mai solo tecnica — richiede la compresione dei  processi di business, i flussi informativi reali e i punti di miglioramento a livello organizzativo. 

Alcune delle soluzioni più efficaci che abbiamo sviluppato combinano dati IoT, da computer vision, integrati con analisi geospaziali predittive, portando nella stessa interfaccia informazioni che prima vivevano in sistemi separati e incapaci di comunicare fra loro. Il risultato è capacitàoperativa che prima semplicemente non esisteva.

 

Massimiliano, da questa conversazione nasce spontanea una domanda: oggi, per Esri, quanto è strategico il ruolo dei partner tecnologici nello sviluppo e nell’adozione delle soluzioni Esri, soprattutto in contesti complessi e mission-critical?

Il ruolo dei partner è assolutamente strategico. Esri sviluppa una piattaforma tecnologica molto potente e orizzontale, ma il vero valore per i clienti nasce quando questa viene contestualizzata, integrata e adattata a esigenze specifiche.

Nei contesti complessi e mission-critical – pensiamo alla sanità, alle utility, alla pubblica sicurezza o alle infrastrutture critiche – i partner portano competenze verticali, conoscenza dei processi e capacità di accompagnare il cliente nel cambiamento.

Il nostro ecosistema di partner non è solo un canale di delivery, ma un motore di innovazione condivisa: co-sviluppiamo soluzioni, costruiamo use case concreti e acceleriamo l’adozione del GIS come piattaforma operativa. È un modello collaborativo in cui tecnologia, competenze e visione di business si rafforzano reciprocamente.

 

A vostro avviso, quindi, in cosa si distingue l’approccio di NexaTree nell’applicare la tecnologia Esri in contesti complessi e mission-critical

Colla (NexaTree): Il nostro vantaggio competitivo va al di là della  profonda conoscenza tecnica  della piattaforma Esri, ma si basa sulla  capacità di lavorare nell’orchestrazione  ditecnologia, processi e organizzazione. In contesti mission-critical — infrastrutture critiche come aeroporti, porti, reti di trasporto, reti di distribuzione — non ci sono margini di errore e i tempi di reazionedevono essere rapidi ed affidabilii. Questo richiede un approccio consulenziale prima ancora che tecnologico: capire le priorità del cliente, progettare soluzioni robuste e scalabili, e garantire la continuità operativa durante il cambiamento. In NexaTree abbiamo costruito un team che unisce competenze GIS avanzate, esperienza di settore, processi  e capacità di analitiche e di execution. È questa combinazione che ci permette di trasferire valore concreto ai nostri clienti.

 

Per concludere, Massimiliano, a brevissimo si terrà la Esri Conference Italia 2026. NexaTree sarà presente insieme a tanti altri partner all’evento, quali saranno i trend emergenti che interesseranno di più la platea

Mazzer (Esri): La Conferenza Esri Italia è sempre più un osservatorio privilegiato sui trend del geospatial, e credo che nel 2026 vedremo molta attenzione su tre direttrici principali.

La prima è l’uso avanzato del GIS per supportare decisioni strategiche, soprattutto grazie a GeoAI, real-time analytics e digital twin. La seconda riguarda le applicazioni orientate alla sostenibilità, alla resilienza e alla gestione del territorio, temi sempre più centrali per aziende e pubbliche amministrazioni.

Infine, vedremo crescere l’interesse verso nuovi modelli di collaborazione: partnership più strette, soluzioni co-create e approcci consulenziali che affiancano tecnologia e change management. Realtà come NexaTree rappresentano molto bene questa evoluzione, perché uniscono competenze tecniche, visione e capacità di dialogare con i decision maker.

In sintesi, la platea sarà attratta non solo dalla tecnologia in sé, ma da storie concrete di valore, dove il geospatial diventa un fattore abilitante per innovazione, efficienza e impatto reale.

Grazie ad entrambi per questa interessante overview del mondo GIS e dell’Asset Management. Non vediamo l’ora di approfondire questi e molti altri temi il prossimo 13 e 14 maggio alla Conesri Italia 2026.

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